Mer. Lug 24th, 2024

Tra i settori preferiti dalla Generazione Z spiccano l’IT (40%) e i servizi professionali (25%). “La sfida per le imprese nel trattenere gli ‘zoomer’ è complessa: le loro esigenze e i loro valori sono molto diversi da quelli delle generazioni precedenti” afferma Beniamino Bedusa, Presidente di Great Place To Work Italia

Redazione

La ricerca di un sano equilibrio tra lavoro e vita privata, sicurezza psicologica e flessibilità nella gestione delle necessità personali sono gli elementi che la Generazione Z cerca in un ambiente di lavoro.

In Italia, ci sono 20 aziende virtuose in grado di garantire ai giovani collaboratori nati tra il 1998 e il 2012 elevati livelli di fiducia e soddisfazione nell’ambiente di lavoro (91%).

Questo dato, relativo al Media Trust Index, è superiore del 14% rispetto a quello registrato dalla popolazione della Gen Z attiva in organizzazioni non presenti in classifica (77%).

Questi sono alcuni dei principali risultati emersi dal ranking Best Workplaces for GenZ, stilato per la prima volta da Great Place to Work Italia.

La società ha ascoltato il parere di 3.407 collaboratori di 99 organizzazioni, suddivise per numero di dipendenti (10-49, 50-149, 150-499 e oltre 500).

Tra queste, il 40% appartiene al settore IT, mentre il 25% è attivo nei servizi professionali. Agricoltura, servizi finanziari e assicurativi, ospitalità, manifattura, media e retail sono gli altri settori rappresentati in classifica.

Due organizzazioni su tre (65%) hanno la sede principale in Italia e, a livello regionale, il 60% si trova in Lombardia, seguita da Puglia, Veneto e Lazio con il 10% ciascuna. Piemonte ed Emilia Romagna chiudono la classifica con il 5% ciascuna.

La Generazione Z nelle aziende “Best” apprezza particolarmente la socialità sul luogo di lavoro, valutando positivamente il rapporto con i colleghi, il team e l’accoglienza ricevuta.

Nel 93% dei casi, arrivano a raccomandare l’organizzazione per cui lavorano come eccellente ambiente di lavoro ad amici e conoscenti, con un gap di 13 punti percentuali rispetto alle aziende non in classifica (80%).

Analizzando la lista delle top 20 migliori aziende per la Gen Z, al primo posto troviamo la pugliese Apuliasoft, con sede a Bari e attiva nello sviluppo software.

Completano il podio Quantyca, impresa di consulenza IT con sede a Monza, e Accuracy, azienda milanese di consulenza gestionale. A questo link è possibile consultare il ranking completo Best Workplaces for GenZ 2024.

“Siamo molto orgogliosi di aver dato voce, con questa prima edizione del ranking, alla generazione più giovane attiva negli ambienti di lavoro”, dichiara Beniamino Bedusa, Presidente di Great Place to Work Italia.

“La Generazione Z si dimostra più entusiasta degli aspetti legati al management, con una visione positiva sulla comunicazione delle informazioni e delle aspettative, segno di un’ottima comunicazione aziendale.

Tuttavia, ci sono alcuni aspetti come licenziamenti e retribuzione su cui risultano più insoddisfatti rispetto alle generazioni più mature (Baby Boomer, Gen X e Millennial).

È interessante notare come per le organizzazioni sia più difficile coinvolgere la Generazione Z sul ‘purpose’, il lato più emotivo che determina la motivazione personale e l’orgoglio per il lavoro.

Mentre le generazioni precedenti sceglievano un nuovo impiego principalmente in base all’immagine del brand e alla sua forza commerciale, per i giovani non basta: responsabilità sociale, ESG, parità di trattamento e identificazione nei valori aziendali sono i nuovi fattori chiave.

Spetta ora alle aziende – conclude Bedusa – adattarsi a un mercato in cui i giovani sono più sensibili agli aspetti valoriali ed emotivi”.

Confrontando i Best Workplaces for GenZ con le realtà analizzate ma non incluse in classifica, le cosiddette “rest”, le dimensioni più simili riguardano credibilità ed equità.

Tra i temi più apprezzati dai collaboratori della Gen Z nelle organizzazioni Best vi è l’integrità dei responsabili, con un 91% di risposte positive sulla trasparenza nella comunicazione riguardo a questioni e cambiamenti rilevanti, rispetto al 69% delle aziende non classificate.

Sul tema dei licenziamenti, i valori fondamentali nella relazione tra individuo e azienda non mostrano un grande divario: 88% nelle aziende classificate contro 85% in quelle non classificate.

Per la Gen Z, ricevere riconoscimenti si traduce in maggiore fiducia nell’autorealizzazione attraverso il lavoro e nella valorizzazione dell’impegno, con una differenza di 25 punti percentuali (83%) rispetto ai colleghi delle organizzazioni non in classifica (58%).

Inoltre, c’è un distacco di 23 punti nella percezione positiva delle promozioni, assegnate a chi le merita di più (86% contro 63%).

Nei Best Workplaces, la fiducia della Gen Z nei confronti della direzione aziendale raggiunge livelli elevati (94%), traducendosi in un’alta coerenza con i valori aziendali, la strategia di business e una maggiore propensione a diventare ambasciatori dell’organizzazione.

La Gen Z nelle aziende Best Workplaces percepisce maggiori opportunità di sviluppare nuove e migliori modalità di lavoro rispetto ai coetanei delle aziende non in classifica: il 57% degli zoomer ha avuto, nell’ultimo anno, molte opportunità di innovazione nei processi e nelle attività, contro il 34% nelle Rest.

Gli zoomer delle Best riconoscono che l’ambiente di lavoro incentiva e supporta la sperimentazione, con l’88% di risposte positive all’Innovation Item, contro il 68% delle aziende non classificate.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *