Mer. Lug 24th, 2024

Umberto Magni: “Il modello ‘Mobility as a Service’ va sostenuto”

Redazione

ParkingMyCar ha collaborato alla ricerca su “Mobilità urbana e integrata” ideata da PwC e svolta in collaborazione con TIG – The Innovation Group.

L’obiettivo della ricerca è far emergere e dare voce all’ecosistema della mobilità urbana e aziendale, consolidando le migliori conoscenze ed esperienze in questo ambito.

A comunicarlo è Umberto Magni, Public Policy Specialist di ParkingMyCar, intervistato tra gli stakeholder per lo studio presentato recentemente a Milano, davanti ai principali operatori italiani della mobilità.

“Il nostro paese sta sperimentando in alcune aree il concetto di ‘Mobility as a Service’ grazie alle risorse del PNRR”, ha affermato Magni. “Il MaaS, basato sull’integrazione flessibile, semplice e personalizzata dei diversi servizi di trasporto pubblico e privato in contesti urbani o extraurbani, è considerato uno dei principali modelli di mobilità del futuro.

ParkingMyCar promuove la digitalizzazione della sosta, credendo che una nuova mobilità richieda un approccio innovativo ai parcheggi, risolvendo alla radice il problema della carenza di stalli disponibili rispetto al numero delle autovetture circolanti.

In Italia siamo ancora agli inizi nel concepire i servizi di mobilità in maniera integrata, un salto di qualità che dipende non solo dalle politiche pubbliche, ma anche da un cambiamento socio-culturale.

La nostra azienda è nata con una visione MaaS, riconoscendo la necessità di concentrare i servizi legati alla sosta in un’unica piattaforma digitale.

In futuro, per una mobilità sostenibile, saranno necessarie piattaforme sempre più integrate che includano servizi pubblici e privati, assoluta accessibilità e inclusività, comunicazione tra i vari sistemi di trasporto, collaborazione tra enti pubblici e privati, intermodalità e sicurezza dei dati sensibili.

Speriamo che il modello ‘Mobility as a Service’ si diffonda sempre di più in Italia e, dal confronto con gli stakeholder, vediamo che molti soggetti sono pronti a collaborare su territori sempre più ampi, grazie anche alle tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale”.

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