Sab. Giu 22nd, 2024

Lo studio dell’impianto galleggiante al largo della Sicilia condotta dal Politecnico di Milano e pubblicata sulla rivista internazionale Sustainable Production and Consumption

Redazione

Un articolo pubblicato sulla rivista internazionale Sustainable Production and Consumption ha evidenziato come i ricercatori del Politecnico di Milano hanno studiato gli impatti ambientali potenziali di un impianto eolico offshore galleggiante al largo della Sicilia, attualmente in fase di autorizzazione.

Secondo i risultati dello studio, gli impatti ambientali derivanti dai parchi eolici offshore con turbine galleggianti sono principalmente associati al ciclo di vita delle turbine eoliche e delle strutture galleggianti, soprattutto per quanto riguarda la produzione di acciaio. Il docente di Gestione e Trattamento Rifiuti del Politecnico di Milano, Mario Grosso, afferma che le altre fasi del ciclo di vita contribuiscono in misura molto ridotta rispetto alla fase di approvvigionamento.

Nell’analisi sono state considerate le fasi di approvvigionamento dei materiali, il trasporto dei componenti, l’assemblaggio e l’installazione con imbarcazioni specializzate, la manutenzione durante la fase operativa, lo smontaggio e la fine vita dell’impianto.

“L’analisi comprende anche gli altri componenti necessari per realizzare un parco eolico in mare, con particolare attenzione al sistema elettrico necessario per la trasmissione dell’energia prodotta. Ciò serve a valutare come la complessità del sistema per installazioni lontane dalla costa influisca sugli impatti complessivi dell’impianto”, spiega Lucia Rigamonti, docente di Metodologie per il life cycle thinking.

Confrontando i risultati, si è constatato che per ogni GWh di energia prodotta dal parco eolico, considerando la stessa quantità di energia prelevata dalla rete elettrica nazionale, gli impatti complessivi dell’energia eolica risultano notevolmente ridotti per quasi tutte le categorie di impatto analizzate. Rispetto alla categoria “cambiamento climatico”, si registra una riduzione degli impatti del 92%, mentre solo per la categoria “esaurimento delle risorse abiotiche” si osserva un peggioramento (+95%). Inoltre, i risultati dimostrano che gli investimenti in termini di emissioni di gas a effetto serra ed energia verrebbero ripagati rapidamente grazie alla riduzione della generazione di energia da fonti fossili, rispettivamente in 2 e 3 anni.

“Complessivamente, i risultati dell’analisi forniscono un’indicazione approssimativa che consente di prendere consapevolezza degli impatti ambientali di un sistema di generazione di elettricità da fonti rinnovabili e di confrontarlo con altre fonti energetiche”, spiega Gaia Brussa, ricercatrice al Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano. Tuttavia, è importante considerare che al momento si tratta di una stima preliminare basata sulle scelte progettuali presentate per la fase di scoping (verifica preliminare) della Valutazione di Impatto Ambientale.

La letteratura scientifica presenta ancora alcune lacune riguardo all’analisi del ciclo di vita (LCA) dei parchi eolici offshore con turbine di grande taglia (oltre 15 MW) installate su strutture galleggianti. Queste tecnologie riflettono gli sviluppi recenti del settore e le attuali tendenze di mercato. Tuttavia, per valutare la reale sostenibilità ambientale, è fondamentale analizzare le tecnologie di generazione elettrica da fonti rinnovabili anche considerando il loro ciclo di vita.

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