Mer. Feb 21st, 2024

Le ondate di calore di luglio in Europa e Nord America sono state ritenute praticamente impossibili senza il cambiamento climatico, come indicato nello studio del World Weather Attribution. Questi eventi non sono più considerati insoliti a causa del riscaldamento globale causato dall’uso di combustibili fossili, dalla deforestazione e da altre attività umane

Redazione

Il cambiamento climatico ha amplificato in modo significativo l’intensità delle ondate di calore in Cina, rendendole almeno 50 volte più probabili, come rivelato da uno studio. Gli scienziati sostengono che le emissioni di gas serra hanno contribuito ad aumentare la temperatura delle ondate di calore rispetto a quanto sarebbe avvenuto naturalmente: in particolare, l’ondata di calore europea è stata più calda di 2,5°C, quella nordamericana di 2°C e quella cinese di 1°C, a causa dell’impatto del cambiamento climatico.

Nonostante alcuni ricercatori indichino che l’evoluzione di El Niño, un fenomeno climatico naturale, potrebbe aver apportato un cambiamento nella direzione di calore aggiuntivo alle ondate di calore in alcune regioni, è innegabile che il principale motore di questa gravità sia da attribuire all’aumento delle temperature globali derivante dai combustibili fossili.

Link allo studio >

Il WWF sottolinea l’importanza di porre fine al triste e inutile dibattito, non scientifico, alimentato da coloro che, soprattutto lobbisti, hanno messo in dubbio la gravità degli eventi climatici attuali. Al contrario, è fondamentale per il nostro Paese accelerare l’azione climatica. Da anni, è noto che il Mediterraneo è un hot spot climatico, esposto a eventi climatici sempre più estremi e frequenti a causa dell’aumento delle temperature medie globali. Gli scienziati prevedono che, in futuro, ondate di calore simili a quelle di quest’anno diventeranno ancora più comuni, potenzialmente verificandosi ogni 2-5 anni.

Secondo il WWF, i negazionisti stanno solo facendo perdere tempo ed energie preziose. Il Governo e il Parlamento devono affrontare la crisi climatica come una priorità, concentrando gli sforzi nell’abbattimento delle emissioni climalteranti e nel perseguire il contenimento del riscaldamento globale entro 1,5°C.

“I prossimi obiettivi saranno il PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia Clima) e il Piano di Adattamento”, ha sottolineato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia. Per il PNIEC, è necessario mostrare maggiore coraggio e adottare un cambiamento radicale verso un’uscita rapida da tutti i combustibili fossili e il 100% di energia rinnovabile, come dimostrato essere possibile nel settore elettrico entro dieci anni. Riguardo al Piano di Adattamento, occorrono scelte precise e risorse per preparare il sistema a gestire le conseguenze per le persone e gli ecosistemi in ogni settore, ad esempio, le città devono pianificare azioni preventive per contrastare il caldo e le isole di calore.

Il WWF, insieme a Greenpeace, Legambiente, Kyoto Club e Transport&Environment, chiede anche l’approvazione di una Legge sul Clima che renda strutturale e sistemica la lotta alla crisi climatica. Tale legge dovrebbe garantire una governance efficace, fissare l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica prima della metà del secolo, stabilire obiettivi intermedi e istituire un budget di carbonio anche per i singoli settori produttivi, oltre a creare un Consiglio Scientifico per il Clima.

Da notare che l’iniziativa “World Weather Attribution” è una collaborazione accademica specializzata nello studio dell’attribuzione degli eventi estremi, calcolando l’impatto dei cambiamenti climatici su fenomeni meteorologici come ondate di calore, siccità e tempeste. Quando si verifica un evento estremo, il progetto calcola la probabilità che sia stato causato dal cambiamento climatico, comprese l’intensità e la durata dell’evento. Il progetto produce rapporti tempestivi per fornire dati scientifici utili.

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