Sab. Giu 22nd, 2024

Con gli archeologi dell’Università di Pisa, sulle tracce dei nomadi cacciatori-raccoglitori-pescatori

Redazione

Nell’estate del 2023, una squadra di archeologi dell’Università di Pisa, guidata dal professor Niccolò Mazzucco e dall’archeologo Javier Rey Lanaspa del Governo di Aragona, sta svolgendo un’importante campagna di scavi nell’area semi-desertica di Los Monegros, in Spagna. Il progetto, denominato “MesoHistories”, mira a indagare sulle tracce di un antico accampamento risalente a circa 6200 a.C., durante il periodo mesolitico, che testimonia la straordinaria storia di adattamento e sopravvivenza dei cacciatori-raccoglitori-pescatori nomadi alle drastiche variazioni climatiche di quell’epoca.

Le scoperte fatte finora hanno rivelato la presenza di una capanna con buche di palo, quattro focolari in fossa, resti di combustione e punte di proiettile mesolitiche di forma triangolare e trapezoidale. Questi reperti forniscono preziose informazioni sulla vita e le attività dei cacciatori-raccoglitori-pescatori che si sono adattati a una condizione ambientale completamente nuova, determinata da un brusco raffreddamento di circa 1-3 °C, noto come evento 8.2 ka, che ha interessato gran parte dell’emisfero settentrionale per circa 160 anni.

Le analisi polliniche effettuate sugli strati di terreno scavati hanno fornito ulteriori dettagli sull’ambiente dell’epoca. Il paesaggio sembra essere stato caratterizzato da un ambiente semi-aperto dominato da specie come il cipresso e il ginepro, con la presenza di una palude nell’area del deserto di Los Monegros in cui l’accampamento è stato scoperto.

Gli archeologi ritengono che il gruppo di cacciatori-raccoglitori nomadi, probabilmente di dimensioni ridotte, abbia scelto di stabilirsi sulle rive della palude per poter cacciare mammiferi ed uccelli. Il ritrovamento di ossa di uccelli e piccoli mammiferi suggerisce un significativo cambiamento nella dieta di questi antichi popoli, poiché sembrano essersi adattati alle nuove condizioni climatiche rigide ampliando il numero e il tipo di prede cacciate rispetto alla dieta basata principalmente sulla caccia ai grandi ungulati.

Il sito di scavo “PBM” rappresenta la testimonianza più antica finora scoperta nell’area di Los Monegros e offrirà nuove prospettive per comprendere l’ultima fase di vita dei cacciatori-raccoglitori-pescatori europei, che precede la rivoluzione neolitica segnata dall’arrivo di specie domestiche e l’inizio dell’agricoltura.

La campagna di scavo, durata circa tre settimane, ha coinvolto un gruppo di archeologi e ricercatori provenienti dalle Università di Pisa, Saragozza e Barcellona, oltre a studenti di entrambe le università. Gli scavi hanno permesso di definire con maggiore precisione l’estensione dell’occupazione dell’accampamento e le attività svolte dai cacciatori-raccoglitori-pescatori dell’epoca.

Per rimanere aggiornati sulle scoperte e gli sviluppi dello scavo “PBM” e del progetto “MesoHistories”, è possibile seguire il profilo Instagram @mesohistories.

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