Mar. Giu 25th, 2024

Pronte le istruzioni operative sulla prima fase della riforma fiscale applicabile nel 2024 che prevede la riduzione delle aliquote da 4 a 3: il 23% per i redditi fino a 28mila euro, il 35% per i redditi superiori a 28mila euro e fino a 50mila euro, e infine il 43% per i redditi oltre questa soglia

Redazione (fonte Agenzia Entrate)

La vecchia aliquota del 25% che si applicava sui redditi compresi tra 15.000 e 28.000 euro è stata eliminata.

La Circolare 2/E di oggi fornisce istruzioni agli uffici dell’amministrazione finanziaria per l’applicazione corretta delle norme contenute nel decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 216.

Nel 2024, ci sono ulteriori cambiamenti, tra cui un aumento di 75 euro della detrazione per lavoro dipendente, una riduzione delle detrazioni per redditi superiori a 50.000 euro e la fine dell’agevolazione per la capitalizzazione delle imprese (ACE).

Le aliquote sono ridotte da 4 a 3 e le detrazioni per redditi da lavoro dipendente sono aumentate di 75 euro.

Le nuove aliquote sono: 23% per redditi fino a 28.000 euro, 35% per redditi da 28.000 a 50.000 euro e 43% per redditi superiori a 50.000 euro.

La detrazione per redditi da lavoro dipendente è ora di 1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro, aumentando così l’area di non tassazione a 8.500 euro per i lavoratori dipendenti.

I Comuni, le Regioni e le Province autonome devono adeguare le addizionali regionali e comunali entro il 15 aprile 2024 alle nuove aliquote e scaglioni dell’IRPEF.

Per i redditi superiori a 50.000 euro, le detrazioni sono ridotte di 260 euro, interessando anche le erogazioni liberali ai partiti politici e i premi assicurativi per eventi calamitosi, escluse le spese sanitarie.

Per i redditi superiori a 120.000 euro, la riduzione di 260 euro si applica anche alle detrazioni già ridotte per effetto della riduzione progressiva delle detrazioni del 19% introdotta dalla manovra del 2020.

L’agevolazione alla capitalizzazione delle imprese (ACE) è stata abrogata dal decreto legislativo sul primo modulo della riforma dell’IRPEF, con effetto a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023.

Le deduzioni pregresse non utilizzate possono comunque essere utilizzate nelle dichiarazioni dei redditi successive.

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