Sab. Apr 13th, 2024

Sono sempre di più i professionisti che considerano insufficiente la propria retribuzione, pertanto il 38% di essi è incline a cambiare datore di lavoro

Redazione

Nel corso del 2023, il mercato del lavoro ha mostrato un’elevata dinamicità, evidenziando sia aspetti positivi che negativi.

Le imprese, comprese quelle nel settore IT&Tech, hanno dovuto affrontare la persistente carenza di candidati e professionisti qualificati, rendendo il processo di reclutamento complesso.

Sebbene nel settore tech la soddisfazione dei lavoratori stia aumentando, molti sono ancora insoddisfatti della loro situazione lavorativa, delle prospettive economiche e delle opportunità di carriera, dimostrando così una propensione al cambiamento aziendale.

Oltre al salario, i lavoratori considerano cruciali per la scelta di un nuovo impiego la crescita professionale, i benefit e il bilanciamento tra vita lavorativa e privata.

Questi sono i risultati salienti emersi dal report annuale Salary Guide 2024, presentato oggi da HAYS Italia durante un evento dedicato, che analizza i principali trend del mercato del lavoro italiano nel 2023 e le prospettive per il 2024.

L’indagine ha coinvolto 1.348 professionisti, principalmente middle e top management, e 828 aziende, con un focus settoriale.

Nel settore tech, nonostante un aumento della soddisfazione lavorativa, molte persone sono ancora propense a cambiare lavoro a causa delle scarse prospettive di carriera e di un salario considerato inadeguato rispetto alle responsabilità.

Lo stipendio rimane un elemento chiave nella decisione dei lavoratori, con una significativa disparità tra le diverse posizioni, soprattutto tra i livelli junior e senior.

Oltre al salario, i benefit sono fondamentali per attrarre e trattenere i talenti, con un’attenzione particolare al lavoro flessibile e all’assicurazione sanitaria.

La tendenza verso modelli di lavoro ibridi è sempre più diffusa nel settore IT, con una larga percentuale di lavoratori che preferisce questa modalità rispetto al lavoro esclusivamente in ufficio.

L’introduzione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nel mondo del lavoro solleva dubbi e preoccupazioni, ma la maggior parte dei lavoratori è aperta a nuove opportunità e si dimostra disposta a riqualificarsi per integrare le nuove tecnologie nella propria attività professionale.

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